STUDENTI STRANIERI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

 

Bisogna resistere alla tentazione di credere che una scuola buona per gli stranieri sia una scuola speciale, o che i docenti capaci di relazionarsi ed educare questi alunni siano docenti speciali: quello che serve è ‘semplicemente’ una buona scuola e dei buoni docenti. E’ chiedere molto? Sì, è chiedere molto, ma forse non è chiedere troppo. [Gabriele Pallotti]

 

 

 

La presenza in progressivo aumento di alunni stranieri nel nostro istituto ha determinato una riflessione su procedure, modalità e prassi di accoglienza dei neo-arrivati.
Presentiamo perciò quanto in parte collaudato, sicuramente perfettibile, con atteggiamento di flessibilità indispensabile in periodi di transizione come quelli attuali.
Le motivazioni e i problemi di partenza dai quali l’esperienza ha preso avvio sono stati innanzitutto la volontà di superare la percezione di emergenza avvertita dai docenti in alcune circostanze e il rischio della frammentarietà degli interventi. All’interno di questo quadro di criticità e di complessità è importante segnalare l’aiuto che alle scuole deriva dalla possibilità di autodeterminazione in alcuni ambiti (seppure entro i limiti previsti e nel rispetto della normativa vigente) in regime di autonomia scolastica: non crediamo che sia opportuno invocare e attendere dal Ministero strumenti legislativi “speciali” o straordinari in riferimento alla presenza degli alunni stranieri nelle nostre scuole ma pensiamo che sia venuto il momento di potenziare la conoscenza e l’applicazione della normativa esistente.
La tabella che segue propone un quadro di sintesi degli elementi di complessità della realtà scolastica nella quale è maturata l’esperienza e delle conseguenze o dei problemi aperti rilevati.

DATO DI COMPLESSITÀ

CONSEGUENZE E PROBLEMI APERTI

difficoltà di accertamento della scolarità pregressa e delle competenze dei neo-iscritti

problemi nella programmazione curricolare

arrivo degli alunni nei momenti più diversi dell’anno scolastico

tempi compressi,
rischio di ripetenza,
disorientamento dell’alunno,
necessità di attivare dispositivi e interventi immediati

adeguamento della didattica – percorsi personalizzati

difficoltà di programmazione –  testi e materiali inadeguati– difficoltà di coordinamento del consiglio di classe – disagio dell’alunno che non vuole un trattamento speciale rispetto ai compagni

codici comunicativi diversi

rischio di incidenti interculturali

complessità delle classi accoglienti

rischio di emarginazione

difficoltà di valutazione

percezione da parte degli alunni italofoni di mancanza di equità
difficoltà di cogliere i processi di apprendimento dell’alunno

esiguo numero di ore per i corsi di italiano L2 e di italiano per lo studio
difficoltà da parte dei docenti ad effettuare interventi in ore eccedenti per il carico di lavoro globalmente sostenuto

rallentamento nell’acquisizione della L2 demotivazione
impasse nel percorso di studio

mancanza di spazi specifici per le attività di L2

 

senso di precarietà, inadeguatezza, frammentarietà degli interventi – demotivazione

Per cercare le risposte ai vari problemi aperti ci è sembrato utile passare alla formalizzazione del protocollo secondo quanto l’esperienza sviluppata all’ interno del nostro istituto ci suggeriva, sulla scorta delle indicazioni della pedagogia interculturale e della normativa vigente.
Lo scopo del lavoro è stato perciò orientare i comportamenti di tutto il personale, chiarire le prassi burocratiche e favorire l’instaurarsi di relazioni educativo-didattiche improntate su un’idea di accoglienza profonda e condivisa.
I destinatari finali dell’esperienza condotta risultano essere non solo gli alunni stranieri, ma tutti gli alunni iscritti e tutta la comunità educante.

Gli obiettivi previsti dalla formalizzazione del protocollo sono:
- fornire un supporto al lavoro del docente
- rappresentare uno strumento orientativo per tutto il personale della nostra scuola
- costituire un’opportunità di successo formativo per gli studenti stranieri
- diventare fonte di condivisione e occasione di dibattito all’ interno dell’istituto
- promuovere la scuola come luogo convivenza democratica e pluralista

SCHEMA DI SINTESI DEL PROTOCOLLO

CAPITOLO DEL PROTOCOLLO

DESCRIZIONE DEL
TIPO DI INTERVENTO

SOGGETTI
COINVOLTI

TEMPI
PREVISTI

PRIMA CONOSCENZA

Consegna di materiale informativo e acquisizione documenti

Alunno Genitori
Addetto di segreteria

L’alunno o un genitore si presenta nella scuola

COLLOQUIO DI ACCOGLIENZA

Biografia e scolarità pregressa.
Presentazione offerta formativa.
Proposta modalità di inserimento.

Alunno
Genitori
Docente della commissione o docente referente
(eventualmente mediatore culturale)

Prima fase di accoglienza

ISCRIZIONE

Consegna e compilazione dei moduli  di iscrizione e del bollettino di versamento della tassa di iscrizione

Addetto di segreteria – genitori – alunno – eventualmente docente della commissione o mediatore linguistico e culturale.

Dopo il colloquio di accoglienza

ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE: CRITERI

La commissione formula la proposta al Dirigente 

Commissione
Dirigente scolastico

Prima fase di accoglienza

INSERIMENTO NELLA CLASSE

Comunicazioni ai docenti di classe, preparazione della classe e dispositivi di facilitazione comunicativa.

Docente referente
Docenti della Commissione e del consiglio di classe

Prima dell’inserimento e dal primo giorno di frequenza dell’alunno

INTERVENTO DEL MEDIATORE

Eventuale mediazione linguistico-culturale con la famiglia e con l’alunno.
 

Alunno
Genitori
Docente referente
Docenti richiedenti
Mediatore

Fase iniziale
Orientamento
Attività interculturali
Colloqui con la famiglia

CURRICOLO

Programmazione personalizzata.

Tutti i docenti consiglio di classe + insegnanti L2

Dopo l’accertamento di abilità e competenze

ORIENTAMENTO

Offerta formativa territoriale e prerequisiti.
Orientamento al progetto alunno e al progetto familiare. Incontri con i genitori.

Commissione per l’Orientamento
Docente referente

Entro gennaio

TERRITORIO

Collaborazione con
reti di scuole, enti e istituzioni, CTP

Dirigente scolastico
Docente referente
Commissione

Durante tutto l’a. s.

VALUTAZIONE

Valutazione formativa in relazione al percorso personalizzato – obiettivi disciplinari biennali per i neo-iscritti che non hanno acquisito le competenze linguistico-comunicative di base

 I docenti del consiglio di classe + docenti di L2 che consegnano al docente coordinatore di classe una scheda sull’attività svolta e il livello di competenza linguistica raggiunto dall’alunno

Durante tutto l’a. s.

PROCEDURE PER l’ISCRIZIONE

Il Dirigente scolastico individua tra il personale amministrativo una figura di riferimento che cura i primi contatti con la famiglia.

Quando si presenta un ragazzo o il genitore di un ragazzo straniero nella scuola  il collaboratore amministrativo incaricato gli consegna materiale informativo sulla scuola e provvede all’acquisizione della documentazione di prassi compresi i documenti scolastici pregressi o in attesa di perfezionamento, dichiarazione tramite modulo da parte dei genitori sul percorso scolastico compiuto dal figlio/-a. Viene fissato l’appuntamento con un Docente della commissione o con il Docente referente per il colloquio di accoglienza. I Docenti delegati dal Collegio allo scopo di curare l’accoglienza comunicano all’incaricato della segreteria gli orari di disponibilità, individuati in linea di massima in fasce orarie favorevoli alle famiglie. La segreteria comunica al docente la conferma dell’appuntamento e predispone i documenti acquisiti alla consultazione della commissione. Acquisisce da subito un recapito telefonico di almeno un Genitore, (indipendentemente dalla comprensione della lingua italiana) per permettere comunicazioni essenziali.

COLLOQUIO DI ACCOGLIENZA

Il personale docente delegato allo scopo, riceve la famiglia dell’alunno, vaglia la documentazione presentata, acquisisce tramite una scheda di ascolto le informazioni necessarie, presenta alla famiglia l’offerta formativa prevista dall’istituto e le modalità di inserimento. In caso di necessità ci si avvale della presenza del mediatore linguistico-culturale. Alla famiglia andrà presentata l’offerta formativa relativa ai corsi di IL2 (Italiano come lingua seconda) attivati presso l’istituto.

CRITERI DI ASSEGNAZIONE ALLA CLASSE

Il Collegio dei Docenti delega la commissione a formulare ipotesi circa l’assegnazione alla classe dell’alunno neo-iscritto. La commissione delegata si attiene ai criteri fissati dal D.P.R.31/8/99 n.° 394 e reputa utile integrare le indicazioni normative con lo studio della casistica verificata fino ad ora presso il nostro istituto.

Pertanto si prevede di: -evitare la concentrazione degli alunni stranieri in una classe e in un solo corso, favorendo la loro equa distribuzione; - tenere conto della complessità del gruppo-classe: -tenere conto della presenza nella classe di altri alunni provenienti dallo stesso paese, se il fatto può costituire un criterio di facilitazione per l’alunno che potrà fruire di un numero maggiore di interventi di mediazione culturale e sul supporto di un compagno.

In ogni caso andranno evitate situazioni di caratterizzazione etnica di classi o di corsi, allo scopo di favorire la socializzazione, l’integrazione scolastica e sociale nel gruppo dei pari.

Sulla base della normativa vigente, si privilegia l’inserimento dell’alunno straniero nella classe corrispondente all'età anagrafica salvo che la Commissione delegata a formulare la proposta di assegnazione alla classe, deliberi l’iscrizione ad una classe diversa. In tal caso dovrà fornire allo studente le motivazioni che hanno indotto tale delibera. 

La commissione sulla base dell’esperienza e dello studio di casi effettuato nel tempo non trascurerà altri fattori, quali:
- le competenze linguistiche e comunicative dell’alunno neo-arrivato rispetto all’italiano
-il periodo dell’anno scolastico nel quale viene effettuata l’iscrizione

In ogni caso la commissione formulerà proposte (attente alla specificità di ogni caso, ma ispirate ai criteri comuni elencati) tese a favorire:
·        il buon inserimento scolastico
·        lo star bene a scuola
·        la prosecuzione degli studi degli alunni non italofoni inseriti.

Allo scopo vengono favorite, nelle singole classi e come linea di indirizzo dell’Istituto, azioni tese a contrastare dispersione e demotivazione allo studio.

SPAZI

Non c’è accoglienza senza spazio per accogliere: è indispensabile individuare in entrambe le sedi dell’Istituto aule specifiche e adeguatamente attrezzate (lavagna, computer, armadio per la raccolta di materiali e testi, cartina geografica) per le attività di italiano L2 e di Italiano per lo studio. 

LA COMMISSIONE

La commissione formata dal docente referente, da docenti di diverse discipline e dai docenti di L2 interni ed esterni, si occuperà di:

  • attivare e monitorare i corsi di italiano L2 e di italiano per lo studio
  • elaborare proposte per migliorare il protocollo d’accoglienza, per favorire l’inserimento a scuola degli alunni stranieri e per promuovere le condizioni necessarie al successo formativo
  • partecipare a momenti di formazione e diffondere informazioni e materiali
  • promuovere il dibattito e sensibilizzare la comunità scolastica
  • tenere i contatti e collaborare con enti e istituzioni presenti sul territorio
  • vagliare in collaborazione con la bibliotecaria le proposte editoriali e la sitografia di educazione interculturale, italiano  L2 e italiano per lo studio allo scopo di incrementare tali settori della biblioteca scolastica.

(***Il Protocollo dell’Istituto I.C. di Istrana (TV) ha fornito il modello per la presente proposta di protocollo)

Commissione Progetto Studenti Stranieri
Referenti: Patrizia D’Agostino – Cristiano Riva