Il gossip, strategia di sopravvivenza

Non che se ne sentisse l’urgenza, in verità. Ma ora che i lumi della scienza arrivano a chiarire (o a tentare di farlo) il perché dell’interesse famelico e compulsivo per il gossip, ubiquitario e trasversale, ci si potrà vergognare di meno e invocare, a discarico, Charles Darwin e il processo evolutivo. Secondo un autorevole neuroscienziato dell’University College di Londra, John Hardy, che ne ha scritto su New Scientist, l’attrazione per il pettegolezzo (ma anche l’attitudine a nasconderla) fa parte del nostro retaggio evolutivo. Per illustrare la sua tesi, il professor Hardy va subito al sodo, cioè al sesso, anche se il discorso riguarda, più in generale, la sopravvivenza sociale, l’essere in grado di manovrare attraverso la complessità della vita di villaggio con figure differenti per potere e autorità. In una società in cui si sapeva tutto di tutti e c’era concorrenza per i migliori partner, era vitale sapere chi era disponibile, «chi dormiva con chi», per riprendere le parole dello studioso, qual era la gerarchia locale in termini di potere e influenza – che, ovviamente, influiva su «chi stava dormendo con chi». In definitiva, il successo riproduttivo dipendeva, in gran parte, dalla capacità di «navigare» nella complessità della vita tribale: cosa che dava un vantaggio ai più abili nell’identificare – senza darlo a vedere – i migliori compagni, evitando inutili conflitti. Si potrebbe forse introdurre, a questo proposito, qualche osservazione sulla morale sessuale degli uomini delle caverne. Ma perché sottilizzare? Seconda questa teoria, il gossip corrispondeva ad una strategia di sopravvivenza e ha contribuito in gran parte allo sviluppo della corteccia cerebrale. Insomma, il gossip ha aiutato l’uomo a capire la complessità delle strutture sociali e ha fatto crescere le possibilità di trovare un compagno e di riprodursi. Come meravigliarsi, dunque, se il nostro cervello è cablato su quel bisogno che oggi è soddisfatto, in parte, dalla stampa scandalistica, le cui fortune prosperano su amore, matrimoni e bambini? L’attrazione e l’interesse a sapere sempre di più sui comportamenti e i peccati di celebrità di vari ambiti (politica, cinema, finanza, sport), potere e influenza corrispondono, in qualche modo, a quelli dei nostri lontanissimi antenati per i membri più in vista della società tribale. Certo, a voler sottilizzare, riesce difficile collegare quell’antico bisogno, legato ad esigenze vitali e a ragioni pratiche alla moderna, onnivora, quasi morbosa curiosità di sapere come vivono le loro vite Nicole Kidman, Britney Spears, Madonna, Angelina Jolie e Brad Pitt, e una manciata di altri famosi per denaro, bellezza, potere, che spiccano nel nostro villaggio globale. Non resta che sperare che – in questo nostro villaggio – conoscere gli affari degli altri ci dica di più di noi stessi e migliori l’abilità di interpretare quello che accade a tutti gli altri e intorno a noi.
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