Filosofare/5 – Politica e protesta

La 3BS  fornisce una serie di spunti di riflessione sul tema della politica  avviato attraverso la lettura de “Il Protagora”.  I temi emersi, elaborati da piccoli gruppi di studenti, riguardano il rapporto tra governanti e governati, la comunicazione, l’indifferenza politica, la politica come protesta, la politica come partecipazione agli organi collegiali. In aggiunta viene proposta una sintesi di due diversi interventi di Zagrebelsky  sulla democrazia.

Politica e protesta

Che cos’è la politica? Secondo una definizione emersa tra alcuni allievi della 3^Bs, questo termine indica l’arte di governare la società, la capacità di saper convivere e condurre vicende familiari e civili, l’occuparsi di come viene gestito e amministrato lo stato. Secondo il nostro punto di vista, la politica è dialogo, discussione e scambio di idee per un unico fine comune: il benessere collettivo che lega così il popolo alla gestione delle cose pubbliche attraverso il voto. Pensiamo, quindi, che in Italia una persona voti colui il quale esprime le sua stessa ideologia: egli ha così nelle proprie mani il diritto e il dovere di esplicitare una propria preferenza, indicando chi, secondo il proprio pensiero, è il miglior rappresentante della società del Paese. Tutto ciò rappresenta un impegno diretto alla costituzione della società, un impegno verso gli altri che deve portare all’ascolto della pluralità di idee e ad agire con prudenza, tolleranza, onestà e giustizia.
Ai giorni nostri, però, politica è diventata una lotta per i propri interessi, una battaglia  per il potere. La politica è ormai vista come un mondo distaccato e inaccessibile dove regna la corruzione e l’interesse personale; viene così spesso sostituita dall’arte di persuasione messa in atto per convincere le persone che le proprie idee siano le migliori. In tal contesto, fa politica anche chi,  non volendo subire passivamente quanto deciso dagli organi legislativi e deliberativi, manifesta i propri pensieri e il proprio disappunto anche attraverso proteste.
Che cos’è la protesta? In sé, è un movimento in cui vengono messe in discussione decisioni con lo scopo di attuare un cambiamento sociale, economico, politico. La protesta si attua con scioperi, contestazioni, manifestazioni, lamentele e può essere messa in atto da qualsiasi gruppo sociale: studenti, lavoratori e non, pensionati, eccetera. Per esempio, nell’ambito scolastico, una manifestazione di protesta è avvenuta nel 1968 quando tantissimi studenti sono scesi nelle piazze d’Italia e hanno occupato le scuole per lamentarsi contro il sistema scolastico italiano gerarchico e autoritario.
A volte si ricorre, appunto, a questa forma di dissenso non proprio sobria perché è  lo strumento di confronto più incisivo: quando non è più sufficiente il dialogo contro i soprusi,  è necessario attuare forme di lotta più dure.
Si possono legare politica e protesta? Secondo noi, politica è anche dissenso perché, esponendo il disappunto, si crea un dibattito e politica è proprio dialogo e discussione su questioni sociali, economiche, governative. Quando la protesta si esprime come manifestazione di dissenso tra le ideologie di partiti politici o tra fazioni divergenti e, quindi, si svolge sul piano dialettico, si può anche chiamare opposizione.
Fare politica, nel senso di farsi valere manifestando le proprie idee, può concretizzarsi in direzioni diverse: in piccoli ambiti, come all’interno dell’istituto scolastico, in opposizione a un’azienda, oppure a livello nazionale e internazionale, coinvolgendo associazioni più ampie.
Nell’articolo 40 della Costituzione italiana è previsto il diritto di sciopero e quindi possiamo affermare che tutti i cittadini hanno il diritto di protestare e quindi tutti possono esercitare una forma di politica.

Zonta Laura, Fetahu Suada, Zanon Roberta, Magrini Gisella

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