Un eterno dipinto. “Luce d’Estate ed è subito notte” di Jón Kalman Stefánsson

Fino ad ora non mi ero mai soffermata a pensare quanto fosse più facile recensire un libro brutto rispetto ad uno bello. Rendere giustizia a un bel libro, senza banalizzarlo, e a tutte le emozioni che è riuscito a trasmettere, è molto più complesso che massacrarlo. Perché viviamo? Questa è la domanda che si deposita su ogni pagina del libro di Stefánsson, palesata dalla voce dei protagonisti, o inespressa, ma chiaramente percepibile. È uno dei quesiti che vengono formulati più spesso e, in un paesino islandese di all’incirca quattrocento anime, questo interrogativo attraversa le vite dei tanti abitanti che, descritti dall’autore con precise pennellate, vanno a formare un quadro che fa si che il piccolo centro abitato, pagina dopo pagina,  prenda vita e colore sotto gli occhi e nella mente del lettore. Il romanzo non ha una trama, non ha un inizio e una fine precisa. È fatto di tante …