Nacque una volta / un fiore (Alessandro Stoppa)

Nacque una volta un fiore. Era quasi rosso, di luce debole; di luce intrusa, in una grotta. Gli chiesi poi: “Come hai fatto, a dargli vita?” “No, affatto. Io, solo l’ho accudito. Qui, nel profondo tutto può esistere.” E così anche, quando la fioca luce scomparve, con essa, i petali. Alessandro Stoppa La poesia di Alessandro ci suggerisce molte tematiche su cui riflettere o, più semplicemente, conduce ad una contemplazione che rinnova in noi la Meraviglia. In un tempo remoto, o forse in questo momento, in una grotta sta sorgendo un fiore: un’anima legata alla luce costante, che da sé emana un alone portatore di vita non abbastanza denso di fotoni; l’impressione è perfettamente espressa col contrasto del colore rosso e la fioca luminosità, ospite in una grotta che concede l’esistenza. L’incertezza, l’ingannevolezza dei sensi e della percezione di dimensioni creano una condizione di instabilità nell’Uomo, ma in cui egli …

Heaney al gruppo poesia. Prossimo incontro “Carne e plastica” 7 novembre – 14.15

Negli ultimi tempi, con l’accelerare del progresso tecnologico, ci stiamo forse allontanando dal rapporto che un tempo intercorreva stretto tra noi uomini e la terra? Cos’era, o meglio, cos’è questa relazione che lega indissolubilmente l’essere umano alla terra? Questa parola è intesa come natura, ambiente, ma anche come terreno, sporco, lavoro. Da questa riflessione è nato il secondo incontro del Gruppo Poesia Leomajor, tenutosi martedì 18 ottobre presso la Biblioteca scolastica della Sede Centrale del nostro liceo. Abbiamo iniziato il dibattito leggendo “Scavando” di Séamus Heaney, che riportiamo qui:   Tra il mio pollice e l’indice sta la comoda penna, salda come una rivoltella. Sotto la finestra, un suono chiaro e graffiante all’affondare della vanga nel terreno ghiaioso: è mio padre che scava. Guardo dabbasso finché la sua schiena piegata tra le aiuole non si china e si rialza come vent’anni fa ritmicamente tra i solchi di patate dove andava …

Memoria di un dentifricio

Nonostante tu abbia in mano niente di più che uno spazzolino da denti e un dentifricio, questi ti ricordano qualcosa del passato e ti proiettano anche su riflessioni profonde. Quella freschezza della sera mi rianima la memoria. Il momento meno voluto dai bambini, ma per me non era lo stesso. Quel momento, per me, significava dare un punto e virgola alla vita e sorriderle, perché posso guardarla. Alessio Palloni (3Eu) La poesia, scritta durante il primo incontro del Gruppo di Poesia del Leomajor, ha come tema imposto dall’esercizio un oggetto, in questo caso il dentifricio. Alessio combina un tono semplice e scarno a riflessioni e spunti interessanti e non banali. L’allitterazione dei primi versi rimanda ad un’atmosfera familiare, casalinga, una scena di vissuto che il ricordo cambia in meglio, in contrasto con l’oggetto foriero di emozioni, che possiamo quasi sentire sulla pelle grazie all’efficacia espressiva del primo verso. Il momento …

Ricercando la poesia. Primo incontro del gruppo di poesia del Leomajor

Poesia: un concetto indefinito che si può ritrovare nel susseguirsi degli istanti di ogni giorno, ciò che passa inosservato ma che viene ricercato anche inconsapevolmente. Durante l’incontro del gruppo di poesia del Liceo Leopardi Majorana, tenutosi il 6 ottobre 2016 presso la Biblioteca scolastica della sede in Piazza Maestri del Lavoro, questa è stata la traccia d’inizio del percorso: senza voler porre un punto o un dogma all’indagine, i ragazzi hanno discusso su cosa fosse effettivamente Poesia a livello di definizione o stilistico, secondo una percezione più o meno soggettiva. Importante spunto di riflessione è stata la poesia “La preda” di Giorgio Caproni, da cui si sono dedotti degli accorgimenti di tipo ritmico o sintattico, per non lasciare ogni parola al caso ma anche per evitare inutili retoriche o magniloquenze, usando termini e modus scribendi appartenenti ad epoche arcaiche che oggi apparirebbero solo supponenti e vane; un poeta dovrebbe provare a …