I ragazzi del Leomajor giurati del Premio Strega Giovani 2018

Gli studenti Elisabetta Arigò (4Cc), Francesco Cinelli (3Dc), Mattia De Filippo (3As), Milena Di Fusco (3As), Luna Franco (3As), Caterina Moro (4Cc), Leonardo Palumbo (3As), Chiara Pezzutti (4Eu), Valdo Reini (3As) ed Emma Rigo (4Bs) saranno i giurati del Premio Strega Giovani 2018, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Bellonci che vuole diffondere la narrativa italiana contemporanea presso il pubblico dei giovani adulti, riconoscendone e enfatizzandone l’autonomia di giudizio. In particolare il premio è assegnato da una giuria di studenti di età compresa tra i 16 e i 18 anni, provenienti da circa cinquanta scuole secondarie superiori distribuite in tutta Italia. Concorrono a ottenere il riconoscimento i dodici libri candidati al Premio Strega 2018, la cui selezione sarà resa nota entro il prossimo mese di aprile. I ragazzi della giuria sono inoltre invitati a motivare la loro scelta inviando un testo scritto. Gli autori delle migliori motivazioni saranno ospiti della Fondazione alla cerimonia di proclamazione del vincitore, che si terrà …

Le parole sono come sassi. Poesie di Caterina Moro

Proponiamo alcune poesie di Caterina Moro, classe IVCc. Le poesie di Caterina parlano di oggetti tangibili, esprimendo concetti chiari e puliti, che rimandano ad emozioni concrete. Tuttavia, al contrario di quanto aveva sperimentato ad esempio il poeta Stefano Dal Bianco in alcune poesie di Ritorno a Planaval (Poesia che ha bisogno di un gesto), in cui la preoccupazione del poeta è che l’oggetto comunicato raggiunga il lettore superando intatto i filtri della parola, nella poesia di Caterina la prospettiva è ribaltata: è la parola stessa che fiorisce nell’oggetto, infondendogli un compiaciuto significato letterario. Il suono del verso è curato, il significante si confonde col significato. L’eco della narrazione passa agilmente dal piano oggettivo ad uno più soggettivo, inserendo sempre fra i versi una dose di incertezza o ambiguità, come testimonia anche l'(ab)uso delle parentesi, che ricorda da vicino quello di Giorgio Caproni, ritrovando, come anche il grande poeta, solo nel …

“Una donna di plastica” di Caterina Moro

Chiusi gli occhi e sognai sognai una donna plasmata dal tempo sognai una donna dal sorriso perenne sognai una donna con gli occhi chiusi occhi serrati cuciti nascosti celati negati allo sguardo sottratti: una tenda sospesa sopra l’anima per non mostrarne l’assenza pensai che era una donna di plastica un involucro vuoto che sopravvive perché la sua anima non s’incrina non si spezza non si spacca una donna di plastica a volte si taglia e quando si taglia non sanguina non strepita non muore ma cambia perché chiunque la piega e la plasma pensai che se fosse una donna di carne si farebbe più male perché la carne non si trasforma ma si lacera si morde si graffia pensai che se fosse una donna di carne vivrebbe somigliando a una donna di plastica spasimando una tregua alla lotta con la sua anima che poi è la sola cosa che la …