Il rumore dei tuoi passi (Lisa Casonatto)

RumoreTuoiPassi.inddBeatrice e Alfredo sono i protagonisti di questo romanzo. Vivono in un luogo fatto di squallore, un quartiere di ladri, spacciatori, tossici e delinquenti. I lampioni rotti fanno annegare le strade polverose, con l’asfalto mangiato dagli anni, nel buio. Le case sono sbrecciate e i confini sono sorvegliati; la polizia non passa quasi mai. Nonostante un luogo come questo non trasmetterebbe sicurezza a nessuno, chi ci è nato non si sentirebbe al sicuro in nessun altro posto. Questo quartiere è la Fortezza.
Vengono chiamati da tutti i gemelli, in quanto cresciuti insieme fino a contaminarsi e quasi fino a confondersi. Camminano in sincrono, con lo stesso identico passo sciatto e ciondolante, hanno le stesse espressioni facciali, le stesse abitudini, gli stessi gesti, lo stesso modo di ridere, di mangiare e anche di dormire. Se agli occhi di tutti sono gemelli in realtà una profonda crepa li divide. Non solo il divario fisico, lui biondo, magro come un chiodo, occhi verdi, capelli biondi e ricci, lei robusta, con occhi e capelli scuri e non molto alta, ma anche quello mentale. Lei è forte, lui è debole, lei imprevedibile e cocciuta, vuole scappare e farsi una vita, lui talmente rassegnato al proprio destino infame da lasciarsi trascinare nell’oblio, fino a quando il suo viso diventerà ancora più magro e sofferente, le labbra sottili gli si ritireranno sui denti, le occhiaie viola saranno nette come lividi, mentre lui starà seduto con la schiena poggiata al muro, le gambe distese e la bocca aperta, con la siringa sbilenca che penderà dal suo braccio.
Alfredo sarà a terra, Alfredo sarà blu. Beatrice sarà in piedi, Beatrice sarà bianca.
Un’altra amicizia profonda, ancorata al cuore di Beatrice, è quella con Arianna. Arianna abita da sua nonna dal giorno in cui la madre, dopo essere uscita di prigione, si è rifatta una vita e il padre è morto. È una ragazza con una grande chioma di capelli rossi e ricci, con una forza d’animo che pochi hanno. A 16 anni è costretta ad affrontare una situazione molto difficile: a causa di una gravidanza indesiderata decide di abortire. Questo personaggio, all’apparenza così forte e a volte bizzarro, si strugge completamente al funerale di Alfredo quando, sfinito, si accascia vicino alla bara supplicandolo di svegliarsi.

Reputo Beatrice un personaggio positivo perché, pur vivendo in un quartiere degradato come la Fortezza, cerca sempre di andare avanti ed è pronta a dare la sua vita pur di salvare quella di Alfredo, che pur avendola ferita diverse volte sarà sempre per lei il suo amato gemello. Beatrice alla fine del romanzo si salva, infatti dopo il soggiorno a Bologna dall’amica Marta, si percepisce una forte voglia di vivere e di riscattarsi, di puntare sempre più in alto senza aver paura di non farcela. Dall’esperienza vissuta con Alfredo, Beatrice ha capito che l’amore non è solo quello romantico dei telefilm, ma è anche quello che ha condiviso con quel ragazzo, un amore dove l’uno possiede l’altro e stare insieme è un’esigenza, un istinto di conservazione.
Questo libro racconta una storia forte, ma si parla di una realtà che esiste e non si può nascondere. Lascia una strana sensazione, una specie di angoscia causata dall’impossibilità, a volte, di riuscire a riscattarsi da una condizione disagiata.
Dal titolo questo libro mi aveva attratta, ma poi le mie aspettative sono state parzialmente deluse.
Lo stile narrativo della D’Urbano mi è piaciuto, ha dato vita a dei personaggi che si amano, ma si fanno male, che vorrebbero separarsi, ma hanno l’uno bisogno dell’altro. Ha raccontato una realtà in modo semplice con uno stile deciso, a volte duro. Sembra quasi di essere alla Fortezza, di camminare per quelle strade polverose, di vedere tutto quel degrado, quella voglia di lasciarsi andare e non lottare. Forse anche questo aspetto mi ha fatto apprezzare di meno questo libro, il pessimismo impresso in ogni pagina mi ha quasi irritata perché, secondo me, nessuno deve arrendersi ad un destino pieno di difficoltà e sofferenze senza almeno provare a cambiare la situazione.

Lisa Casonatto

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