Filipova è il Leomajor alla cerimonia del Premio Bottari Lattes Grinzane

In occasione della premiazione tenuta dalla fondazione Bottari Lattes Grinzane per la sezione “Il Germoglio”, io e altri tredici ragazzi di diverse regioni d’Italia, in qualità di rappresentanti delle giurie studentesche di ciascuna delle nostre scuole, abbiamo potuto prendere parte agli incontri con gli autori dei libri candidati al premio e alla lectio magistralis di Amos Oz.
Abbiamo alloggiato tre giorni presso Dogliani, in provincia di Cuneo, nelle cui vicinanze si sono svolti i vari eventi organizzati dalla fondazione.
Il primo giorno dopo il nostro arrivo, quello degli scrittori e della giuria tecnica e dopo la nostra sistemazione in hotel, abbiamo assistito alla lectio magistralis di Amos Oz, vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane sezione “La Quercia” 2016;  scrittore, saggista e giornalista israeliano, Oz ha tenuto un discorso davvero illuminante sull’origine delle storie, raccontate fin dai tempi delle caverne, e su ciò che la scrittura rappresenta. Per l’autore israeliano la scrittura è un bisogno profondo dell’anima e il suo ruolo è quello di sedurci; Amos Oz ci racconta che scrivere è il miglior modo di pensare, che i libri e le storie derivano da pensieri e domande che lui stesso si pone durante le sue lunghe camminate.
Il giorno seguente è arrivato il momento clou: abbiamo incontrato gli autori, assistendo a brevi interviste dopo le quali abbiamo potuto rivolgere loro direttamente le nostre domande.
La serata finale – sabato 15 ottobre – si è tenuta la cerimonia di premiazione: tra noi ragazzi si è diffusa l’emozione,  l’impazienza di scoprire chi sarebbe stato il vincitore e se costui sarebbe stato il nostro preferito.
Abbiamo partecipato attivamente alla cerimonia finale: durante la serata abbiamo potuto rivolgere ulteriori domande agli autori, abbiamo consegnato il premio di partecipazione a ciascuno di loro e, infine, il vero e proprio premio al grande vincitore.
Vincitore del premio Bottari Lattes Grinzane 2016 per la sezione “Il Germoglio”  è stato Joachim Meyerhoff, autore di  “Quando tutto tornerà a essere come non è mai stato”.
La serata si è conclusa con una piacevole cena insieme agli autori e ai responsabili della fondazione.

Sono state tre giornate molto impegnative ma il contenuto degli eventi e degli incontri a cui abbiamo partecipato  non hanno lasciato spazio a nessun momento di noia: è stata un’ esperienza certamente unica e molto coinvolgente  perché, al contrario di  ciò che si pensa, una gioventù che legge esiste ancora.
Io e gli altri compagni delegati ci sentiamo onorati di aver avuto la possibilità di essere giudici e di essere stati presi in considerazione per l’attribuzione di un premio così prestigioso.
E’ stato emozionante far parte di un contesto così importante. E’ stata un’occasione di confronto con chi i libri li scrive e con chi i libri li legge e gli interventi di ciascuno degli autori sono stati d’ispirazione e sicuramente di motivazione per continuare a dedicarsi alla lettura che può essere considerata, come per gli autori la scrittura, un bisogno per la nostra mente.

Stefani Filipova

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *