Un dolore al mondo. Intervista ad Andrea Bajani

Anche il Liceo Leopardi-Majorana parteciperà alla Giornata internazionale del libro, che si terrà venerdì 21 aprile alle 10 presso l’Auditorium Concordia di Pordenone e che vedrà coinvolti diversi istituti superiori di Pordenone e Cordenons. Questa è l’intervista all’autore curata dagli studenti di 4A Scientifico. “Per i bambini che siamo stati. E per quelli che, crescendo, siamo diventati. ‘’ ‘’Un bene al mondo’’ parla di un bambino e di come il mondo moderno appare ai suoi occhi, a volte freddo e spietato com’è realmente, altre dolce e incantato come solo un bambino può immaginare. Così nel libro di Bajani il dolore non risparmia nessuno, ci segue fedelmente come un cane e sa insinuarsi anche in questa storia dai contorni di una fiaba. Può un bambino andare oltre al dolore che il mondo gli infligge o può soltanto renderlo abitudine? La dimensione poetica di Bajani permea l’opera nei temi e nello stile, graffiando il …

E poi, il futuro-Intervista a Massimiliano Santarossa

Massimiliano Santarossa ne ha viste e fatte tante, come dice lui, “ho fatto parte della giungla urbana di periferia” di Villanova. Dopo la terza media la scuola non l’ha più voluto e lui ha cominciato a lavorare prima come falegname, poi come operaio in una fabbrica di materie plastiche. Poi ha iniziato a scrivere. Hai mai fatto parte della nostra gioventù? e Storie dal fondo sono, insieme a Gioventù d’asfalto e Viaggio nella notte, i suoi racconti di giovani condannati al furto del loro futuro, a lavori disumani, e dunque al rito del sabato sera, alla droga, ai tentativi di fuga sfrenata fino al lunedì seguente. Il Nordest degli ultimi, delle periferie dimenticate da tutti, tranne che da loro, maledetti figli della notte. Alla osteria vicino casa sua, dove ancora lo si può talvolta incontrare, Santarossa ha raccolto i sentimenti, le avventure, i sogni, i dolori di molte persone scavate dalla vita, ha raccontato un’intera generazione. Ebbene, noi …

“Il cielo non sanguina, dovrebbe”. Intervista a Lorenza Ghinelli

È la storia sconvolgente di tre giovani ragazzi, Greta, Estefan e Martino, che si trovano a dover affrontare situazioni difficili non adatte alla loro età e vengono lasciati in pasto al mondo crudele che li circonda. Estefan, 19 anni, si porta addosso un buco nero, un buco incolmabile, pieno di sensi di colpa e rancori che la sua mente non riesce e non riuscirà ad assorbire, finché non incontrerà una bambina, Greta, che con la sua semplicità riuscirà a riportare un po’ di colore nel mondo grigio e senza più amore che è dentro il suo cuore. Anche Martino conserva un segreto spaventoso, che nessuno deve sapere. Volersi bene è difficile per dei ragazzi che non vengono amati, ma Estefan e Martino, migliori amici, ci riescono, perché li lega una catena forte, ispida e dura come la loro vita. “La colpa” di Lorenza Ghinelli è un libro che divora lentamente …

“Tutti per tutti, ecco il senso dell’elefante”. Intervista a Marco Missiroli.

“Lorenzo ha una predilezione per gli elefanti. ”Annuì. “Anche io ho una predilezione. Da quando ho letto che si occupano del branco senza badare alla parentela” […] tutti per tutti. Una specie di medico della savana”. Quale motivo può portare un prete di Rimini, Pietro, ad abbandonare la carriera ecclesiastica per diventare portinaio in un condominio di Milano? Una lettera, ricevuta da una donna con cui ha avuto una relazione anni prima, cambierà la sua vita. Egli, disponibile e affettuoso, instaura con il dottore Luca Martini un legame profondo e speciale. Entrambi condividono il passato che si insinua continuamente nel presente, rendendo la loro realtà complicata e sofferente. A fare da sfondo alla storia è il condominio di Milano dove tutti gli inquilini si conoscono bene, tratteggiato con toni di quotidianità realistica e vicende surrealmente vicine, poiché in un gruppo così definito di persone accadono tante avventure. Nel racconto ricorrono …

Alla fine di un’infanzia felice. Intervista a Gian Mario Villalta

Guido lavora come editor in un piccola casa editrice locale. Dopo aver infilato alcuni libri di successo, ha ottenuto una certa notorietà. Un giorno arriva in ufficio una busta diversa dalle altre. Il mittente è Sergio Casagrande, un amico d’infanzia che da tempo ha dimenticato. Il manoscritto inizia con alcuni frammenti dell’infanzia di Sergio, che costringono Guido ad immergersi nel passato lontano, che sa di campi, fieno, fatica, trattori. L’editor prova una sensazione strana, perché si accorge di essere diventato un personaggio delle pagine di quel romanzo. A questo punto viene narrata una storia di infedeltà coniugale, molto intensa e funzionale a stanare il carattere disincantato di Guido. Infine l’azione si svolge nel tempo presente, dove Sergio trascorre intere settimane a pedinare Guido fino ad incontrarlo prima nella finzione, poi nel duello finale. È una storia molto coinvolgente quella narrata nell’ultimo libro di Villalta, perché riesce ad unire ad una …

Un’amicizia d’acciaio, che si piega, ma non si rompe

Piombino, via Stalingrado. Una realtà cruda e fredda dove dominata dal colosso siderurgico della Lucchini, fabbrica attorniata dagli squallidi casermoni grigi dove vivono gli operai e le loro famiglie. Anna e Francesca, le protagoniste del romanzo, nonché migliori amiche da una vita, sono adolescenti, belle, provocanti, e stonano con la famiglia nella quale sono nate. Francesca vive con un padre-padrone che la spia attraverso un binocolo quando è in spiaggia e una madre piuttosto giovane, ma “invecchiata” dalla vita, che non ha mai preso una decisione. Anna ha una madre impegnata in politica, un padre piuttosto assente, mezzo delinquente che mira al lusso; suo fratello, Alessio, ruba e spaccia droga per arrotondare lo stipendio della Lucchini. Anna e Francesca sono cresciute insieme tra i casermoni di via Stalingrado, con il sogno di andare all’Elba, come fanno i turisti delle grandi città. Sono uguali, ma diverse. Sono come sorelle in pieno …

“La Città dei ragazzi”: il viaggio in Marocco di chi ce l’ha fatta

E’ un libro che cattura, scaraventa il lettore in una realtà difficile: la vita di alcuni ragazzi stranieri figli della povertà e della guerra, che riescono a sfidare l’impossibile e, quasi grazie ad un miracolo, sono arrivati qui, nella Città dei ragazzi, conquistando forse il gradino più alto: la vita, in cui la cosa strana è che se non vieni accettato da nessuno, rimani isolato. Ma questo non è il loro caso. Il romanzo racconta il viaggio in Marocco dello scrittore con Omar e Faris per ritrovare le loro famiglie. Un viaggio che metterà in luce la povertà dei due ragazzi, le condizioni di disagio che li hanno portati in Italia. Affinati rappresenta l’unico punto fermo delle loro vite travagliate attraverso  l’educazione che è intesa come un cambiamento per l’individuo. Egli li ha accompagnati alla ricerca delle loro radici. L’autore parla del rapporto burrascoso con il padre e frammenta storie di giovani immigrati illegalmente, distinti dalle loro particolari personalità. In questo romanzo vengono messi …