Il bambino con il pigiama a righe

Caro Orsacchiotto, devo ammettere che non sono un’assidua lettrice, ma ho il desiderio irrefrenabile di raccontarti la mia esperienza che ho avuto leggendo un libro. Il modo in cui l’autore è riuscito a far trasparire le emozioni dei personaggi e la trama, che è tratta da una storia vera, mi hanno fatto venire i brividi quando ho avuto l’occasione di farmi travolgere dal “Bambino con il pigiama a righe”. È proprio vero che gli occhi di un bambino interpretano la realtà a modo loro, riuscendo a trasformare situazioni difficili in un gioco, contrariamente agli adulti che fanno di un gioco una guerra senza confini. Gli occhi di un bambino di stupiscono davanti ai colori e alle meraviglie offerte dalla natura, si impressionano di fronte alle novità, si innamorano osservando il viso colmo d’amore della mamma. Un bambino riesce con un tocco di fantasia ad immaginare un modo perfetto. Ma per …

A quale temperatura bruciano i libri?

Caro orsacchiotto, sarà un piacere condividere con te “l’impronta” che ha lasciato nella mia mente Fahrenheit 451, un romanzo di fantascienza che che ho letto tutto d’un fiato e senz’altro piacerà leggere anche a te. – “Potete dirmi a quale temperatura prende fuoco la carta dei libri?”. – “451 gradi Fahrenheit”. Scritto durante gli anni della Guerra Fredda da Ray Bradbury, definito “il narratore dell’inconscio” o  “il poeta delle ombre” del secolo scorso, il libro è ambientato in un futuro imprecisato dove Guy Montag, il protagonista, è un incendiario con il compito di rintracciare chiunque si sia macchiato del “reato della lettura” per bruciarne tutti i libri in una specie di caccia alle streghe. I cittadini rispettosi della legge possono utilizzare solo la televisione per informarsi sugli avvenimenti del mondo esterno; essi hanno imparato a vivere serenamente privandosi di qualsiasi altro canale di comunicazione con gli altri uomini. Fonti diverse dalla televisione sono …

Ecco il libro che mi ha fatto amare il tennis

Caro orsacchiotto, ultimamente mi trovo a riflettere sul perché ho deciso di percorrere alcune strade piuttosto che altre e, non ci crederai mai, ciò mi accade guardando la televisione: sullo schermo anziani, adulti e ragazzi raccontano le scelte che hanno cambiato la loro vita e io rimango talmente affascinato dalle loro storie che non posso fare a meno di chiedermi se qualcosa ha realmente cambiato la mia. Non sono mai riuscito a darmi una risposta, anche perché la vita non mi ha ancora messo davanti a scelte difficili, ma, ripensandoci, non è detto che ciò che mi ha cambiato sia stata una decisione presa, perché può averlo fatto anche un normalissimo libro. Per me i libri sono dei compagni di avventura perché mi tengono compagnia quando mi sento solo e mi catapultano in un’altra dimensione, dove immagino di vivere vicino ai protagonisti. Mi considero un lettore molto avido, e forse …

Cosa si vede dalle finestre della biblioteca?

Pochi giorni fa ho visto Class enemy, uno di quei film che non finiscono con i titoli di coda, ma  anche dopo continuano ad assembrare i pensieri. In una scuola slovena arriva il professore di tedesco Zupan che supplisce l’insegnante di ruolo ormai prossima al parto. I suoi modi freddi e austeri sono distanti dal clima amichevole cui è abituata la classe. Quando una studentessa, Sabina, si suicida apparentemente senza motivo, si innescano dinamiche devastanti nei compagni sconvolti, che trovano nel docente e nelle sue richieste esigenti il capro espiatorio di quanto accaduto. Il fronte, dapprima compatto nella rivolta, inizia a creparsi mescolando ragioni e sospetti. La storia si basa sulla tensione dialettica tra la classe, che incarna l’esigenza di un rinnovamento educativo, e il professor Zupan, in cui invece si identifica la vecchia scuola, più formativa e meno empatica. Gli studenti sono in preda a un’emotività magmatica che non …