Fahrenheit451

Caro orsacchiotto,

sarà un piacere condividere con te “l’impronta” che ha lasciato nella mia mente Fahrenheit 451, un romanzo di fantascienza che che ho letto tutto d’un fiato e senz’altro piacerà leggere anche a te.

– “Potete dirmi a quale temperatura prende fuoco la carta dei libri?”.
– “451 gradi Fahrenheit”.

Scritto durante gli anni della Guerra Fredda da Ray Bradbury, definito “il narratore dell’inconscio” o  “il poeta delle ombre” del secolo scorso, il libro è ambientato in un futuro imprecisato dove Guy Montag, il protagonista, è un incendiario con il compito di rintracciare chiunque si sia macchiato del “reato della lettura” per bruciarne tutti i libri in una specie di caccia alle streghe.
I cittadini rispettosi della legge possono utilizzare solo la televisione per informarsi sugli avvenimenti del mondo esterno; essi hanno imparato a vivere serenamente privandosi di qualsiasi altro canale di comunicazione con gli altri uomini. Fonti diverse dalla televisione sono negate perché la popolazione può accedere esclusivamente alle notizie approvate e diffuse dal Governo, che pensa e decide per tutti. Essa viene utilizzata dal potere come strumento per esercitare il proprio potere dittatoriale, per definire le regole sociali di convivenza, ma anche quelle morali.
All’inizio della vicenda Montag esegue il suo compito con cieca dedizione, fino a quando, in uno dei suoi consueti roghi, decide di leggere un breve trafiletto di uno dei libri. L’incendiario viene immediatamente affascinato dal piacere della conoscenza e inizia a collezionare segretamente alcuni volumi. Emerge, del tutto inaspettatamente, la potenza dell’attrazione naturale dell’uomo verso la conoscenza; egli si dimostra avido di sapere soprattutto in quella determinata condizione di soggiogamento che ha spento la sua curiosità, rendendo gli individui tutti uguali.
Le peripezie della trama condurranno il protagonista ad allontanarsi dalla sua società ed a trovare accoglienza presso una comunità ristrettissima di filosofi, che era riuscita a preservare, isolandosi, l’accesso alla conoscenza tramite i libri. La realtà storica della minaccia nucleare si ritrova nel romanzo quando la città da cui proviene Montag viene colpita e distrutta dalla bomba atomica.  A questo punto la comunità dei filosofi avrà il compito di salvare i “superstiti”.
Anche se la vicenda si svolge nel futuro, essa fa riecheggiare le violenze compiute dai regimi totalitari nella storia passata e presente dell’umanità. I loro atti di violenza e repressione, prima di essere rivolti all’uomo stesso, si sono manifestati proprio nei confronti dei libri e della diffusione della cultura. Tutti i dittatori, spaventati dalle influenze che potrebbero distogliere il popolo dalle ideologie e dalle regole imposte, vietano ogni tipo di libro o documento scritto. Infatti, tramite la scrittura, l’uomo esprime e diffonde ideali, opinioni e pensieri, che spesso si scontrano con le imposizioni dettate dall’esterno. Attraverso la scrittura e la lettura dei libri l’umanità si libera della schiavitù imposta e assorbita e può denunciare ciò che non ritiene giusto.
In questo libro ho ritrovato una mia convinzione: la forza e l’efficacia degli strumenti che possiede solo chi conosce attraverso la lettura. Essa crea le differenze tra gli uomini e li libera dall’omologazione, che non appartiene all’essere umano. La lettura insegna a riflettere e a pensare: non a caso alla fine del romanzo saranno infatti proprio i filosofi, uomini del pensiero libero, a salvare i superstiti, liberandoli dall’asservimento al potere.
Vorrei condividere con le  le mie riflessioni perché, sai, le tue orme possenti sul terreno dei boschi sono molto più incisive del suono delle mie parole diffuse nell’aria o dei segni neri della mia scrittura sul foglio bianco.

Simone Catalano

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